Permacultura: i 12 principi di Holmgren

Permacultura: i 12 principi di Holmgren

Per dirla con le parole di Emilia Hazelip, la permacultura, o cultura permanente “e’ una organizzazione globale degli spazi il cui obiettivo consiste nel produrre più energia di quanta non se ne consumi”.

Teorizzata negli anni 70 come reazione alla crisi del petrolio, la permacoltura predicava la sostituzione dei raccolti annuali e delle monocolture con sistemi diversi a base di piante perenni e alberi produttivi e utili, partendo dal presupposto che non si può isolare la sostenibilità alimentare di una società dal contesto, e dunque da economia, costruzioni, energia, edilizia…

Nel 2004 uno dei due inventori della permacoltura, David Holmgren, ricollocò il concetto sulla mappa delle scienze innovative ridefinendo in dodici punti i principi del progetto che aveva il fine di impostare una società post-picco.

 

Permacoltura: i dodici principi

1 - Osservare e interagire

La società che seguirà al picco del petrolio dovrà basarsi sull’osservazione e sull’analisi, elementi necessari per una corretta progettazione di spazi e risorse.

2 - Produrre e immagazzinare energia

Il vero capitale sono le ricchezze che ci circondano, che dobbiamo imparare a sfruttare. La produzione di energia da acqua, piante, suolo, sementi ecc. deve essere accompagnata dal suo immagazzinamento

3 - Ottenere dei vantaggi

Ogni cambiamento e ogni nuovo elemento introdotto devono essere funzionali a un vantaggio. Esempi di interventi produttivi possono essere piantare piante in luoghi pubblici, creare giardini con piante da frutto ecc.

4 - Applicare la autoregolamentazione

Un sistema ben organizzato secondo i principi della permacoltura deve essere in grado di autosostentarsi richiedendo interventi minimi di manutenzione

5 - Usare e valorizzare le risorse naturali

Ogni volta che la Natura può fare dei lavori al posto nostro lasciamoglielo fare! Vale per il nutrimento del terreno (vermi), la fissazione dell’azoto (trifoglio) o il rinforzo del terreno con alberi

6 - Non produrre rifiuti

Se un sistema produce rifiuti significa che è male organizzato. Nella permacoltura ogni scarto diventa un elemento di alimentazione per un altro

7 - Progettare dal generale al particolare

I nostri interventi devono sempre essere proiettati in un contesto più ampio in modo da capire in quale panoramica ci stiamo muovendo

8 - Integrare anzichè separare

La permacultura è stata descritta anche come un sistema fondato sull’ottimizzazione dei vantaggi di relazione. Le soluzioni non andranno trovate nell’aumento delle specializzazioni e dei punti di vista particolari, ma in un insieme integrato in modo olistico

9 - Ricercare soluzioni piccole e lente

I nostri interventi devono sempre essere proiettati in un contesto più ampio in modo da capire in quale panoramica ci stiamo muovendo

10 - Utilizzare e valorizzare la diversità

Le monocolture sono più fragili ed esposte a malattie e parassiti. I sistemi più diversificati sono quelli segnati da una maggiore resilienza. La differenziazione è quindi la chiave per una maggiore prosperità.

11 - Valorizzare le situazioni di confine

I punti in cui due sistemi si incontrano sono più proficui di quelli in cui sono indipendenti. Sovrapponendo i vari sistemi potremo quindi massimizzare il loro potenziale produttivo

 

I sistemi naturali sono in continua evoluzione. Non fissarsi sull’idea che possano restare sempre immutabili ci permette di agire in modo creativo al variare della situazione