Orto sinergico: le sette caratteristiche

Orto sinergico: le sette caratteristiche

Un orto sinergico è un metodo di coltivazione naturale, tra quelli declinati fino a oggi probabilmente il più adatto e alla mano per sistemi basati sulla permacultura.

La teorica è Emilia Hazelip che ha adattato alle condizioni climatiche e culturali europee gli insegnamenti del giapponese Fukuoka secondo cui è sì la terra a far crescere le piante, ma sono loro a determinare poi la fertilità del suolo con i loro essudati radicali e con le relazioni che stabiliscono con gli altri organismi presenti.

L’orto sinergico nasce dalla osservazione che ecosistemi imperturbati, come foreste e praterie, sviluppano suoli molto sani e fertili.

Da qui derivano le caratteristiche principali di questo metodo di coltivazione: lasciar fare alla Natura.

L’efficacia è provata anche su piccola scala: non a caso sono sinergici gli orti sui balconi che ultimamente hanno preso piede in tante città del mondo.

Le sette caratteristiche dell’orto sinergico

L’orto sinergico differisce da uno tradizionale per almeno sette caratteristiche fondamentali:

Nessuna lavorazione del terreno – Nell’orto sinergico si evitano le lavorazioni del terreno care alla agricoltura tradizionale. Questo crea le condizioni per il mantenimento della sostanza organica, oltre a una maggiore capacità di trattenere acqua e di disponibilità dei nutrienti. Un ulteriore vantaggio riguarda la salvaguardia del naturale equilibrio dei microorganismi del terreno, che non viene sconvolto dalla rimozione degli strati naturali che si conservano nel suolo.

Non si usano fertilizzanti – L’orto sinergico preserva questo equilibrio anche rinunciando all’uso di fertilizzanti, che sconvolgono la popolazione microbica. Eventuali scompensi del suolo vengono compensati con i sovesci o con l’uso di preparati naturali come macerati di ortiche e affini.

Si evitano pressioni e compattamenti del suolo – Anche qui viene seguito il principio cardine di lasciar fare alla Natura. Una buona circolazione dell’aria all’interno del suolo è fondamentale per renderlo ospitale ai microorganismi della terra e alle radici delle piante.

 


 


Si usano le consociazioni – L’orto sinergico bandisce le monocolture. In ogni aiuola ci devono essere piante di almeno tre famiglie differenti per aumentare la biodiversità e favorire il mutuo soccorso che queste sono in grado di darsi. Consociare le piante in modo che si sostengano a vicenda è una vera e propria arte!

Si mantiene una copertura vegetale del terreno – Quando vedete uno strato di pacciamatura coprire il terreno potete star certi che 90 volte su 100 siete davanti a un orto sinergico. La copertura vegetale, solitamente effettuata con paglia, assolve a più funzioni: riduce la presenza di piante spontanee, migliora l’assorbimento dell’acqua piovana e ne riduce l’evaporazione riducendone il consumo. Di fatto anche nel periodo estivo a un orto sinergico è sufficiente mezz’ora quotidiana di irrigazione a goccia per far crescere ortaggi belli e grandi.

Si evitano trattamenti fitosanitari – Per effetto dell’equilibrio che si viene a creare un orto sinergico rende superfluo l’uso di antiparassitari solitamente richiesti negli orti convenzionali e biologici. La Natura trova il suo equilibrio senza l’intervento dell’uomo.

Si lasciano in campo tutte le radici e i residui colturali – Aumentare la varietà del materiale organico arricchisce la microflora e la microfauna. Nell’orto sinergico nulla viene estirpato perché tutto va a rimpinguare il suolo!

 

Se vuoi fare un orto sinergico scopri come